Incipit: le domeniche del freelance, ovvero come trovare il tempo per l’aggiornamento professionale

E’ domenica mattina e, mentre voi state ancora dormendo oppure state per partire per una gita fuori porta, tanti freelance in questo momento si trovano davanti al monitor di un computer.

Ebbene sì: per molti di noi la domenica (o il sabato, o qualsiasi altro giorno di festa) è semplicemente un altro giorno di lavoro, soltanto un filo più leggero e rilassato.

Penserete che sia un po’ colpa nostra: probabilmente non ci sappiamo organizzare, non ci gestiamo bene i tempi, oppure siamo dei workaholic incapaci di staccare.
In verità, almeno in molti casi, le cose non stanno esattamente così.

caffè

Vita da freelance: una tranquilla settimana di paura

Dal lunedì al venerdì le ore scorrono inesorabilmente, scandite dai ritmi della contemporaneità: gli appuntamenti telefonici e quelli di persona, gli onnipresenti adempimenti burocratici, le mail che arrivano a una velocità doppia rispetto alla nostra capacità di risposta, e poi ovviamente il lavoro “vero”.

Con lavoro vero intendo la fase operativa alla quale finalmente si arriva dopo essere riusciti a rispondere alle telefonate, a smaltire le mail e a rassicurare il commercialista.

Eccoci finalmente al nostro sito da costruire, alla nostra consulenza da strutturare o al nostro contenuto da produrre.

Ci gettiamo a capofitto in tante diverse collaborazioni, perché un freelance nell’Italia del 2015 non può certo permettersi di stare con le mani in mano.

Improvvisamente, alla fine di una delle tante vorticose settimane di lavoro, un dubbio ci coglie: ma quand’è che potremo fermarci un attimo e aggiornarci su quel paio di cose che ci sono balenate davanti agli occhi nei giorni di frenesia?

Perché alla fine il freelance dispone di due grandi risorse: il tempo (ed è per questo che quelli che ce ne fanno perdere tanto ci mandano in bestia) e la capacità di essere sempre “sul pezzo” nel proprio ambito di lavoro.

L’aggiornamento professionale diventa quindi un vero punto di forza, un’attività da coltivare e prevedere nel già concitato flusso della nostra vita lavorativa. 

Aggiornamento professionale: che fare?

Non so voi, ma io ho sviluppato alcune modalità per cercare di essere aggiornata e per organizzare le informazioni. Ve ne dico qualcuna, ma mi aspetto da voi qualche idea decisamente più brillante di queste.

1. Google Alert. Lo so, è maledettamente banale. Ma gli avvisi settimanali su alcuni temi mi consentono di rimanere decentemente aggiornata su alcuni ambiti che mi interessano. Visto che da sola me ne dimenticherei, lascio che Google selezioni una serie di fonti e mi recapiti gentilmente una mail nella mia casella di posta.
2. Bit.ly. Questo sito nasce per accorciare le URL (tipicamente per poterle inserire su Twitter), ma consente anche di organizzare i link tramite tag in modo da poter recuperare rapidamente le fonti che abbiamo selezionato. Per cui se trovo un articolo che mi interessa, quello che faccio è inserirlo sul mio account Bit.ly sotto il tag tematico più appropriato, in modo da poterlo recuperare in seguito.
3. Quando trovo un articolo che mi piace, tengo un tab aperto sul browser fino a quando non ho il tempo di leggerlo. Il che può avvenire anche giorni dopo. Indubbiamente un pessimo metodo, ma visto che lo faccio davvero mi consolerebbe sapere che non sono la sola.
4. Gruppi su LinkedIn e liste tematiche su Twitter. I social hanno indubbiamente un grave difetto: quello di avere timeline che scorrono alla velocità della luce, per cui diventa difficile selezionare le cose che mi interessano davvero e farne buon uso. Su LinkedIn è possibile iscriversi a gruppi tematici, anche se vi sconsiglio di farvi recapitare via mail tutte le discussioni che avvengono: vi trovereste la casella inondata. Twitter è davvero straordinario, a patto che ci creiamo delle liste personalizzate con account scelti accuratamente. Le liste possono anche essere private e sono davvero un buono strumento per concentrarsi in un canale che altrimenti rischia di essere tremendamente dispersivo. Per alcuni ambiti anche Google Plus può rivelarsi ricco di sorprese. Be’, soprattutto se stiamo parlando di argomenti relativi a Google stesso 😉
5.Siti di riferimento. Ognuno di noi li conosce, solo che spesso ci dimentichiamo di andarli a leggere per troppo tempo. Esistono veri e propri pilastri, almeno nel mio settore, e molti di questi sono in inglese. Andare alla fonte primaria ci può risparmiare di leggere, un paio di settimane dopo, una traduzione raffazzonata in italiano. (Certo, anche in Italia abbiamo i nostri esperti, e molti sono bravi davvero).
6.Giornate formative. Faccio la formatrice da tre anni, quindi sembra un consiglio interessato. In realtà me lo dico da sola: devo assolutamente prendere parte ad almeno un convegno all’anno. Che si tratti di seminari o vere proprie full immersion, l’impressione che ne ricavo è sempre straordinaria. Fermarsi un attimo per confrontarsi con persone che fanno un lavoro simile al nostro e per ragionare sui cambiamenti che stanno avvenendo ci permette di cogliere tendenze che, presi dalla quotidianità, rischieremmo di trascurare.

Alla fine, però, mi sono resa conto di una cosa: tutti questi accorgimenti non impediscono che quasi tutte le domeniche mi capiti di passare qualche ora davanti al computer, cercando di tenermi al passo con le novità del settore.

E voi cari amici freelance, come fate a mantenervi sempre aggiornati?

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