Se siete freelance e passate almeno una parte della vostra settimana a lavorare per conto vostro, vi sarete già chiesti innumerevoli volte se esistano dei trucchi per non perdere tempo e utilizzare in maniera più produttiva le ore che avete a disposizione.

La domanda fondamentale, almeno per me, è la seguente: come concentrarsi? 

Sì, perché certi giorni mi accorgo che è più il tempo che “perdo” rispetto a quello in cui effettivamente sto lavorando. E allora, proviamo a riassumere le principali cause che mi fanno distrarre dal mio lavoro.

1 – Le mail. Se non passo almeno due ore al giorno a smaltirle, mi viene l’ansia da accumulo. Ho diverse caselle di posta e gestire le email è da tempo uno dei miei crucci.

2 – Le chat. Whatsapp e Facebook Messenger possono essere comodi, ma in alcuni casi si rivelano strumenti molto dispersivi. Ho disattivato le notifiche solo per scoprire che sbircio continuamente per vedere se mi è arrivato qualche nuovo messaggio.

3 – Le telefonate. Qualcuno le trova pratiche, ma spesso le cosiddette “call” (termine a me inviso) durano troppo a lungo e necessitano comunque di un riassunto scritto. Sul lavoro sono una gran fan del “verba volant, scripta manent”. 

4 – I social. Mentre nel caso delle mail, delle chat e delle telefonate posso incolpare altri della mia distrazione, in questo caso io sono l’unica da biasimare. Andare a sbirciare su Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter è una mania che mi accompagna per tutto il giorno. Anche qui ho disattivato le notifiche sul cellulare nella speranza di non cadere in tentazione.

5 – Il gatto. Lavorare con un essere (ancorché adorabile) che quando non dorme è una macchina da distruzione di quaderni, cavi elettrici, penne e altre suppellettili non è esattamente l’ideale per la concentrazione.

gatto siberiano

Il mio collega di scrivania può essere parecchio distruttivo

Vietato procrastinare: rimandare fa male

Le distrazioni, lo abbiamo visto, possono essere tantissime. Al punto da trasformarsi in comodi alibi per evitare di fare subito quello che ci piacerebbe rimandare. 

Il primo passo, dunque, è quello di creare un ambiente di lavoro privo di interferenze. Cito l’ultima email ricevuta da Paul Jarvis, che fornisce settimanalmente utili consigli ai freelance:

In order to create or do the specific work you do, you’ve got to tune out everything else for long stretches of time. That means turning off social media notifications or not working with your email program open. I recommend that you do your best to have at least a day or two a week without calls, meetings or interruptions.

Ecco, diciamo che se avessi due giorni alla settimana senza interruzioni nel mio lavoro sarei molto contenta, ma questo suggerimento non coglie un altro problema: molto spesso siamo proprio noi a procrastinare, anche senza motivazioni valide.

Non entrerò qui sulle motivazioni psicologiche di questa abitudine, talmente radicata nel passato che ne parlavano anche i poeti dell’antica Grecia. Se volete approfondire, qui trovate un articolo dedicato a questo tema.

Mi limito a osservare che procrastinare rischia di diventare un brutto vizio, capace di generare una condizione di ansia totalmente improduttiva. Molto meglio buttarsi a capofitto nelle cose da fare, partendo proprio da quelle che vorremmo rimandare. Ci toglierà un gran peso e ci permetterà di guadagnare autostima.

L’ambiente di lavoro ideale

Ognuno ha il suo. Io ho scoperto che funziono meglio in questo modo: 

  • telefono silenzioso, per non dire offline
  • musica accesa: fin da bambina, mi ha sempre aiutata a concentrarmi
  • 45 minuti di lavoro senza interruzioni alternati a breve pause (5 minuti circa) dove mi alzo dalla sedia e mi sgranchisco. Se sono a casa li utilizzo per fare qualcosa di pratico (avviare la lavatrice, mangiare un frutto…), così non ho l’impressione di perdere tempo.

Certo, lavorare in questa modalità tutto il giorno è lo scenario ideale. Molto più spesso ho poche ore al giorno in cui mi posso davvero concentrare, mentre una parte di giornata è dedicata alla gestione dell’agenda e delle relazioni.

Ma quando riesco a sfruttare quel tempo limitato senza “perdermi” e senza lasciarmi prendere dal vizio di rimandare, la sera mi sento molto più soddisfatta di me, produttiva e gratificata.

 

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