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link-buildingIl linkbuilding è uno dei fattori portanti della SEO, ma allo stesso tempo è anche uno dei più critici per chi segue le evoluzioni degli algoritmi di Google.

Quando ho cominciato a occuparmi di ottimizzazione per i motori di ricerca, nel lontano 2009, molte pratiche che oggi sono guardate con sospetto erano perfettamente lecite.

Come deve comportarsi, dunque, un webmaster che oggi intenda affrontare la sfida del linkbuilding senza far “arrabbiare” Google?

Il linkbuilding fino a ieri: la ricerca Searchmetrics

Gli studi annuali sui fattori di posizionamento resi disponibili da Searchmetrics sono molto utili per fare il punto sulle evoluzioni della SEO.

Nella sua ultima pubblicazione (settembre 2014) il report afferma che “la quantità e la qualità dei backlinks rimane cruciale” e che “la correlazione fra il posizionamento e i backlink è spesso molto alta”.

Proviamo a entrare nel dettaglio con qualche insight dalla ricerca:

  • L’utilizzo dei link interni è una componente vitale nella performance di un dominio. Questa pratica consente da un lato di distribuire il linkjuice, dall’altro permette all’utente una navigazione più facile da un contenuto del sito all’altro.
  • I link pubblicitari non piacciono a Google. A quanto pare, le pagine con molta pubblicità performano peggio a livello di posizionamento. Questo varrebbe per tutti gli Adlinks, compresi quelli di Adsense. Occhio quindi a non infarcire la pagine del nostro sito o blog di link pubblicitari
  • Cresce l’importanza della qualità dei backlinks: non devono essere solo tanti, ma anche provenire da siti di qualità e ben posizionati. Inoltre, viene premiata la varietà dei domini di provenienza.

“Un mix bilanciato sembra il segreto di un buon posizionamento”, conclude la ricerca Searchmetrics

Il linkbuilding da domani: opinioni e prospettive

Il profilo di link di un dominio ha sempre rappresentato, per Google, un indicatore della qualità e delle “relazioni” di un sito. Se un sito ottiene numerosi link, allora vorrà dire che è utile e autorevole.

Prendete Wikipedia, per esempio: chi di voi non ha mai citato la più grande enciclopedia online? Tutto chiaro, a quanto pare. Se non fosse che le cose si complicano, e non di poco, quando si parla di brands. Proviamo a eliminare dallo scenario i “love brands”, quei marchi talmente amati da rappresentare veri e propri fenomeni di costume. Cosa può fare webmaster del sito di una qualsiasi società che vende prodotti o servizi, per ottenere i tanti agognati link?

La formula non è così facile.

Su Moz Blog, Paddy Morgan afferma che “in futuro i link che saranno valutati da Google saranno quelli ottenuti dal fatto di avere un grande prodotto e un grande marketing”.

Benissimo, ma quindi?

La verità è che sul web nessuno fa la fila per linkare siti aziendali, a meno che non ci sia una grande attività da parte dell’azienda stessa.

Fare pubbliche relazioni, organizzare eventi, mettere a disposizione contenuti: sono questi, di fatto, gli unici modi per essere citati in rete.

Mano a mano che Google considera l’esperienza dell’utente e valorizza i siti che forniscono contenuti di qualità, diventa fondamentale abbandonare il modello del sito vetrina autoreferenziale e trovare nuove formule.

Ecco due suggerimenti semplici semplici:

  • Pensate a quale valore aggiunto potreste offrire al lettore. Vendete trapani e martelli? Inventatevi una rubrica di bricolage e riparazioni for dummies. Non pensate solo al vostro prodotto, ma a come questo prodotto potrebbe migliorare la vita delle persone.
  • Collaborate con altri siti. Il guest posting è molto utile e serve non solo a fare linkbuilding, ma anche a far conoscere il vostro brand presso altre audience. Siete una compagnia assicurativa? Provate a pensare a una collaborazione con una testata online locale, spiegando una settimana dopo l’altra come trovare le migliori coperture a prezzi convenienti.

E le altre pratiche del tempo che fu? Non so voi, ma non credo più alle directories e all’article marketing tradizionale. Per non parlare della compravendita di link.

Credo, invece, che la soluzione al problema del linkbuilding sia cercare di essere rilevanti e di fornire informazioni utili. Cosa che farà un gran bene all’immagine dell’azienda, oltre che migliorare il posizionamento sul motore di ricerca.

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