riuso tessuti

Chi di noi si è mai chiesto che fine fanno stoffe e tessuti? Scampoli colorati, frammenti di antiche lavorazioni, pizzi di remota memoria che talvolta si affacciano sulle bancarelle dei mercatini di antiquariato possono tornare in vita e contribuire a dare un nuovo stile a case, hotel e show-room.

Perché questo avvenga occorre però che qualcuno si faccia carico di riportare indietro lo scorrere del tempo. Da questa idea nasce Clepsamia, una nuova impresa dedicata al riutilizzo artistico dei materiali tessili.

Intervistiamo Marta Cutello, ideatrice di questo progetto.

Che significato ha il nome che hai scelto per la tua attività?

Clepsamia è il nome corretto della clessidra a sabbia. È un oggetto che per me simboleggia il valore del tempo: i granelli scorrono fino ad esaurire il loro ciclo, ma solo nel momento in cui si interviene ribaltando ciò che è passato si riesce ad ottenere un nuovo presente.

In che occasione hai iniziato a elaborare l’idea di Clepsamia?

L’idea si basa sull’accumulo seriale di oggetti dovuto a una mia personale incapacità di sbarazzarmi di cose che “potrebbero tornare utili”, per cui di fatto l’inizio filosofico coincide con quello dell’età senziente.

Ma in particolare dopo aver assistito di persona al macero di enormi quantità di tessuti all’interno delle ditte tessili per cui ho lavorato, ho deciso di provare ad arginare la mattanza inventando una nuova destinazione d’uso per quei materiali dismessi ancora in ottimo stato.

clepsamia riuso tessuti

Quali sono i luoghi in cui trovi i materiali che ti danno ispirazione?

Purtroppo sono pochi perché la sensibilità verso il riuso è ancora bassa ed è difficile ottenere collaborazione, ma ho un’oasi felice presso un converter del comasco, e ogni tanto privati e sartorie danno il loro contributo.

E’ possibile chiederti di realizzare cuscini o decorazioni che si inseriscano all’interno di un progetto di arredo già esistente?

Certo. La progettazione ad hoc è uno degli aspetti maggiormente interessanti perché consente di personalizzare al massimo i prodotti e rispondere meglio alle diverse esigenze. Inoltre in questi casi è anche possibile partire da cuscini o complementi tessili facenti già parte del contesto e modificarli o usarli come basi per nuovi prodotti, offrendo in questo modo una parziale alternativa al consumismo (inteso come acquisto di beni di cui in realtà non si necessita).

Sei presente online?

Sì, ho un sito nel quale raccolgo via via i miei progetti e le lavorazioni sperimentali che eseguo sui tessuti. In futuro mi piacerebbe inserire anche un piccolo blog con consigli e informazioni utili, usandolo magari come spazio di confronto.

Prova a immaginare Clepsamia fra cinque anni. Cosa vorresti vedere?

Sarebbe bello che diventasse un punto di incontro tra chi ha materiali in esubero di cui non sa cosa fare e artigiani e progettisti con una buona preparazione tecnica e artistica che riescano a valorizzarli conferendogli valore aggiunto attraverso lo studio dell’estetica e della funzionalità.