In queste giornate un po’ malinconiche, brevi e costellate di foschia (sarebbe smog, ma foschia è più poetico),  è arrivato il tempo dei tradizionali bilanci di fine anno.

E così eccomi qui, un po’ intontita, a pensare a come possa essere definito il 2015 che si avvia a conclusione.

bilancio-anno-2015

Bilancio 2015: Wow!

Partiamo dal positivo 🙂 Nel 2015 ho avuto alcuni clienti importanti, una cosa che mi riempie di soddisfazione.

In questi anni, grazie alla lunga collaborazione con The Vortex e al passaparola, ho avuto modo di lavorare sia con grandi aziende che con PMI e singoli professionisti.

Ho svolto docenze in importanti scuole di formazione, da quella del Sole 24 Ore all’Accademia di Comunicazione, e ho collaborato con numerose Camere di Commercio a Milano, Ravenna e non solo. Dare una mano e contribuire all’evoluzione digitale per me è la soddisfazione più grande.

Naturalmente, dividersi fra tanti progetti significa anche dover convivere con scadenze che si accavallano e che richiedono consistenti doti di equilibrismo. Sono riuscita a gestire lo stress (gestirlo, perché non posso far finta che non ci sia stato!) e a ottenere risultati anche in situazioni difficili. Saper affrontare imprevisti ed emergenze è una dote importante e quest’anno posso dire di averla affinata in più occasioni.

Infine, la creatività. Quando si corre tanto, il rischio è di buttarsi sull’ovvio. Ho sempre cercato di non farlo, mettendo testa e impegno in quello che facevo. Essere creativi significa offrire a ogni cliente un’attenzione particolare, un suggerimento utile e non scontato. Questo per me è un altro nodo fondamentale del mio lavoro!

Bilancio 2015: Bah…

Inutile nasconderlo: per certi versi, il 2015 è stato un anno tosto. Intanto perché ho avuto la mia prima esperienza di “cliente-che-doveva-pagarmi-ma-invece-è-fallito”, il che ha provocato un dissesto non indifferente nelle mie scalcagnate finanze!

Per recuperare, ho dovuto ingranare la quinta e correre un bel po’. E ora che siamo a fine anno, la fatica si fa sentire come non mai.

Intendiamoci: sono contentissima di aver lavorato molto e di essere riuscita, alla fine, a rimettere in sesto l’annata. Ma quando i ritmi si fanno duri, a rimetterci è l’equilibrio fra vita e lavoro. Difficile stabilire un confine fra orario di lavoro e tempo libero, soprattutto quando si è liberi professionisti.

Dunque, per farla breve:

Overtiming. Ho lavorato un sacco di ore, a qualsiasi ora. Ricordo con terrore le levatacce alle 6 del mattino per rispettare certe deadline, o le presentazioni fatte durante la notte perché di giorno ci sono le telefonate e le mail a cui rispondere. Se c’è un buon proposito che vorrei tanto rispettare nel 2016, è quello di provare a fare in modo che questo non succeda più. Ho testato nelle ultime settimane la tecnica del pomodoro*, e vediamo se mi aiuterà a essere più efficiente nel lavoro!

Sport. Ne ho fatto pochissimo ed è stato un problema. Non tanto e non solo per una questione di “linea” ma per l’equilibrio mentale e per la mia malandata schiena. Vi posso assicurare che passare 10 o 12 ore seduti vi può trasformare nell’emulo di Leopardi, senza peraltro acquisirne la genialità. Scherzi a parte, dopo un certo numero di ore seduti la concentrazione va a quel paese. E allora è sicuramente meglio concedersi un’ora di attività fisica per rendere più produttivo il resto della giornata.

Passioni. Anche quelle hanno risentito del super-lavoro, soprattutto nella seconda fase dell’anno. Ammetto di avere un problema con le passioni (mi piacciono troppe cose, davvero troppe!) ma mi è dispiaciuto tantissimo leggere poco, andare a pochi concerti e avere un tempo limitato per la socialità. Tutto questo (almeno per me) non è superfluo e farne a meno non è stato semplice. E anche qui, giù di buoni propositi per il 2015!

Bene, ho finito. Mancano poco più di 24 ore alla fine dell’anno. Caro 2015, grazie. Mi hai reso una persona più stanca ma anche più consapevole. E per fortuna, non sei riuscito a farmi perdere lo scellerato ottimismo di fondo che mi spinge a buttarmi in un sacco di sghembe imprese 😉

FELICE2016

*Se siete curiosi di sapere di cosa si tratti, date un’occhiata al prossimo numero di Venderedipiù

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