Quest’anno sono andata per la prima volta al Freelance Camp. E’ stata una di quelle decisioni prese un po’ in fretta, del tipo: “Bella questa cosa, il giorno prima sono anche a Ravenna per un corso, toh, mi iscrivo!”.

Sono freelance dal lontano 2012, eppure soltanto adesso (per una serie di motivi che sarebbe davvero troppo lungo spiegare) inizio a calarmi nella parte. E vi dirò: dopo questi due giorni di incontri, chiacchiere e riflessioni ho capito di aver ancora moltissimo da imparare.

Ecco alcune cose che mi sono portata a casa da questo Freelance Camp 2015.

1. Dormire poco NON è figo

Come fa notare Alessandra Farabegoli nel suo speech, semplicemente se dormi poco inizi a fare schifo. Anche se non te ne accorgi e neghi l’evidenza, fai schifo lo stesso. Quindi – cosa difficile nella frenetica Milano – devo ricordarmi di non trascurare le ore di sonno. 

2. La gestione del tempo è IL problema, se non individui le priorità e non pianifichi sei morto

Sono stati tanti gli interventi su questo aspetto: non sarà un caso. Da “freelance atipica” devo ammettere che devo ancora fare molta strada su questo. Per esempio, adesso sto facendo una cosa che mi piace (scrivere questo post) al posto di dedicarmi a occupazioni meno divertenti ma più urgenti.

Se anche voi avete questo problema, guardatevi il quadrante qui sotto [per motivi oscuri, pare che sia intitolato ad Eisenhower].

Schermata 2015-05-19 alle 18.28.38

 

3. Dobbiamo pensare al nostro business plan

“Business plan?! Siamo pazzi, noi si vive di pace e amore. Sì, incidentalmente dobbiamo pagare un affitto, la spesa, le bollette, l’assicurazione dell’auto, ma dopotutto possiamo cavarcela lo stesso…”

L’illusione più grande che mi ha tolto il Freelance Camp è che si possa essere freelance fricchettoni. Per questa scoperta devo ringraziare Francesca Marano Cohen e la sua collana gangsta, che mi rimarrà per sempre nel cuore.

francesca morano

4. La creatività va nutrita e finalizzata

Guardare il mondo con occhi nuovi, cambiare punti di vista, cercare ispirazione: ecco alcune pratiche che ci possono aiutare a essere creativi. E poi bisogna essere bravi a nutrire noi stessi: respirando bene, muovendoci il necessario per la nostra salute, cercando di entrare in quello stato di piena concentrazione nel quale siamo allo stesso tempo creativi e produttivi.

5. Al Freelance Camp tutti hanno un’opportunità

Questa è la cosa che mi è piaciuta di più. Ho proposto uno speech e contro ogni aspettativa me lo hanno approvato (ehm…infatti non è che fossi proprio preparata a salire sul palco!)

Ho sentito ragionamenti interessantissimi e ho scambiato opinioni con persone di grande valore. Mi sono divertita, ho mangiato bene e ho anche riso parecchio. Giorni ben spesi sui quali sto meditando davvero molto.

L’anno prossimo torno di sicuro 🙂

Ps. Dulcis in fundo, ecco la mia presentazione. L’ho preparata davvero nelle ultime ore disponibili, perché proprio non mi aspettavo di partecipare. Spero ci troviate qualche spunto utile.

Update: ecco anche la videoripresa del mio intervento 🙂

Doris Zaccaria freelance camp

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