Quando si parla di social media marketing è ancora molto facile imbattersi nel tipico equivoco per il quale essere presenti sui social è un obiettivo in sé, più che uno strumento per raggiungere un risultato.

Certo, i social sono talmente coinvolgenti, che diventa facile scambiare il numero di like per un valore oggettivo.

Ma un decennio è passato da quando Facebook ha iniziato a diffondersi in maniera massiva, e forse è arrivato il tempo di mettersi d’accordo su alcuni punti fermi essenziali per chiunque si voglia avvicinare al mestiere del social media manager.

Oggi mi interessa soffermarmi su alcune cose specifiche. La prima riflessione l’ ho tratta da un’interessante lettura del blog di Paul Jarvis che parla, nientemeno, della foto di un’orca.

La foto dell’orca di Paul Jarvis

Primo punto del social media marketing: dietro all’immediatezza si nasconde un sacco di lavoro

Quando pubblichiamo una foto, spesso stiamo operando una scelta. Lo facciamo a livello individuale, figuriamoci allora che livello di attenzione e di cura ci deve essere a livello aziendale.

Anche se qualcosa sembra assolutamente spontaneo e immediato, dietro c’è sempre (o almeno: dovrebbe esserci sempre) una riflessione. Il contenuto scelto, è in linea col “tono di voce” dell’azienda sui social e con l’immagine che desidera veicolare ai fan? Che reazione potrà stimolare da parte di chi la vedrà sul proprio feed?

Secondo punto del social media marketing: non si vende vendendo, ma puntando sulla realizzazione delle persone

E’ più semplice di quello che sembri: non si dovrebbe mai cercare di vendere un prodotto, ma di rendere più bella e interessante la vita delle persone. Tutti noi, sui social, siamo alla ricerca di ispirazione e autoaffermazione.

Comprare un paio di occhiali da sole mi renderà più alla moda, più interessante? Un’auto ecologica, farà di me una persona più attenta all’innovazione e alla sostenibilità? Partecipare a un evento di formazione renderà evidente che punto molto sul know how per fornire un ottimo servizio ai miei clienti? Condividere un’esperienza (in un ristorante, un hotel, un luogo di villeggiatura) restituirà di me un’immagine di successo?

Un’altra interessante lettura parla proprio di questo spiegando come le campagne promozionali di maggior successo cerchino sempre di vendere qualcosa di diverso dal semplice prodotto o servizio. 

Dunque, quando si è sui social, le aziende devono mettere al bando all’autoreferenzialità e capire come possono rendere migliori le persone. Assurdo vero? Ma solo in apparenza: perché è soltanto capendo i reali desideri di chi frequenta i social, che un’azienda può distinguersi nel rumore di fondo e rendere la propria presenza davvero strategica. Il che non vuol dire semplicemente avere tanti fan o tanti like, ma conquistare l’attenzione del proprio pubblico di riferimento.

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