SEO B2B vs. SEO B2C: quali differenze?

Dopo qualche anno di esperienza, vi confermo quella che potrebbe sembrare un’ovvietà: lavorare sulla visibilità di un sito B2B non è la stessa cosa che occuparsi di un B2C.

Fare SEO per le aziende B2B richiede un approccio diverso, soprattutto quando ci si deve concentrare su vere e proprie “nicchie”.

Ecco alcune delle difficoltà che possono presentarsi:

  • Tanto per cominciare, spesso è difficile familiarizzare con il linguaggio settoriale.
  • In ambiti molto tecnici, occorre uno sforzo in più per cogliere quali potrebbero essere le query del potenziale consumatore. Per capire su quali keyword concentrarsi per la strategia on-site occorre dedicare tempo e dedizione allo studio del settore di business, senza trascurare di monitorare attentamente la concorrenza.
  • Identificare i siti esterni da cui ottenere link, ma anche quelli su cui i potenziali consumatori cercano opinioni e recensioni, non è facile né immediato.

Chi arriva al sito aziendale spesso ha imparato a conoscere il brand su altri canali, che possono essere estremamente vari e che vanno presidiati con attenzione.

La metafora del mattoncino

Quando faccio formazione a proposito di SEO, spesso utilizzo la “metafora del mattoncino”: per creare un edificio solido ogni mattone è importante per il risultato finale. Fare SEO, quindi, non vuol dire soltanto produrre contenuti ottimizzati: come ottimamente riassunto nella tavola di Search Engine Land ci sono molti altri fattori da presidiare, dal linkbuilding alla user experience.

Ora questa metafora può essere ulteriormente ampliata in questo modo: per ottenere una buona visibilità del brand e dei suoi prodotti non è sufficiente riuscire a posizionare il sito per alcune keyword importanti.

Bisogna fare in modo che ci sia una forte presenza di contenuti che parlano dell’azienda anche altrove: per esempio, su testate di settore, su canali social specifici, e così via.

Il riassunto migliore lo fa, ancora una volta, Search Engine Land:

Search Engine Optimization (SEO) is no longer how you can optimize your site to rank for keywords; instead, SEO is about how you can optimize your company to be found by your target audience for different queries and on various sites throughout the search engine.

Attenzione, dunque: oggi una buona strategia SEO per il B2B richiede di saper gestire il content marketing e le pubbliche relazioni.

Infine, per presidiare la SERP nel migliore dei modi, è necessario essere capaci di diffondere i contenuti sui giusti canali social. Un articolo azzeccato su LinkedIn o un video ben fatto su Youtube possono garantire una grande visibilità. Io stessa sono rimasta stupita vedendo video tecnici – che ai miei occhi profani erano comprensibili come la lettura al contrario dell’Ulysse di James Joyce – superare agevolmente le 100 000 visualizzazioni!

La SEO non tramonta… ma il SEO manager deve rimboccarsi le maniche

Insomma, per concludere: la SEO non è (ancora) morta.

Ma in ambito B2B il SEO manager non è più solo uno “smanettone”, un analista,  un content provider: è una figura polimorfa, capace di destreggiarsi fra keyword list e PR, fra tutorial su Youtube e siti di recensioni.

Ora più che mai ogni mattoncino è importante per arrivare all’obiettivo finale: acquisire l’attenzione del vostro prospect, ovunque stia navigando.

Se vi piacciono le sfide, ci sarà pane per i vostri denti!

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