di 

Sono diversi anni che si sente dire che il SEO è morto. In verità, dando un’occhiata alle evoluzioni degli algoritmi di Google viene da pensare che sia morto un certo tipo di SEO: è molto più difficile migliorare il posizionamento con sotterfugi tecnici e con la compravendita di link, per esempio, mentre è possibile avere buoni risultati grazie a buoni contenuti e ad alcune accortezze.

Vediamo nel dettaglio quali elementi valorizzare per ottenere un buon posizionamento SEO.

Ottimizzazione onpage: consiste principalmente nell’ottimizzazione dei contenuti partendo da una parola chiave (keyword) che dovrà essere utilizzata nel titolo, nell’url e nel testo. Ma l’ottimizzazione onpage comprende anche la costruzione stessa del sito, che deve essere user-friendly e incoraggiare il visitatore a navigare dentro al sito.

Gli ultimi aggiornamenti tendono a privilegiare i contenuti above the fold (nella parte superiore della pagina), mentre vengono penalizzati i siti pieni di pubblicità e con poco contenuto.

Seomoz riassume in questi grafici la differenza fra un’ottimizzazione onpage “ingenua” e una efficace.

un buon posizionamento SEO

Authorship: una delle principali novità degli ultimi mesi consiste nella crescente importanza della reputazione dell’autore. E’ dunque bene collegare i propri contenuti al proprio profilo Google Plus e cercare di specializzarsi in uno o più ambiti ben definiti.

Linkbuilding: occorre essere molto attenti ad evitare vecchie pratiche ora penalizzate. I link devono essere spontanei e puntare a siti convincenti. Un eccesso di link verso pagine interne del sito potrebbe essere visto con successo.

Per riassumere, dunque, in questo 2013 un buon posizionamento SEO deve puntare soprattutto su tre aspetti: un contenuto di qualità e una maggiore attenzione alla reputation di chi scrive, insieme a una strategia ragionata e articolata di linkbuilding.

 

Tags:

Lascia un commento