Questo post non vi spiegherà cosa sono i gruppi su Facebook, come funzionano o perché può essere utile parteciparvi se siete un’azienda: esistono già molti contenuti in rete che parlano di queste cose e di certo io non saprei far altro che darvi una mia versione di informazioni già presenti.

L’idea di questo post nasce già molti mesi fa, da una semplice osservazione: il crescente numero di persone che prende parte a uno o più gruppi Facebook e interagisce costantemente, come in una grande piazza pubblica oppure in un bar di provincia. Quindi scopro subito le carte: il mio approccio sarà poco tecnico e piuttosto discorsivo. 

Per quale motivo ci si iscrive a un gruppo Facebook?

Partiamo dalle basi: come mai i Gruppi stanno riscuotendo così tanto successo? Dopotutto esistono da moltissimi anni, ma solo più di recente sono diventati un vero e proprio fenomeno di massa.

Ho provato a immaginare quali siano le motivazioni più diffuse per iscriversi a un gruppo Facebook:

  1. Desiderio di far parte di una comunità locale. Sarà perché le forme di aggregazione tradizionale si sono impoverite, o perché nelle grandi città i nuclei familiari composti da una sola persona sono in costante aumento, e così le solitudini: ma molte persone si iscrivono a un gruppo semplicemente per sentirsi parte attiva del paese, del quartiere o del Comune in cui vivono. Mi è capitato di assistere a scambi compulsivi di “BUONGIORNISSIMI!”, a saluti che a me potevano sembrare ripetitivi o banali. Ma poi ho capito che per molti rappresentavano un piacevole diversivo in una vita punteggiata da poche relazioni sociali. I motivi possono anche essere altri: per esempio ci sono i gruppi che si occupano di lotta al degrado o di sicurezza, come questo. Spesso per accedere occorre essere vagliati dagli amministratori che sottopongono i candidati a un breve test di ingresso sotto forma di domande alle quali si può naturalmente rispondere qualsiasi cosa (il che mi fa pensare a quando gli USA ti chiedono, durante il processo per ottenere il visto, se intendi compiere atti terroristici o cose del genere)
  2. Ricerca di buoni affari. Il fenomeno dei “compro vendo scambio” è stato il primo ad avermi colpita, già anni fa. Grazie ai Gruppi Facebook le persone hanno capito di poter organizzare scambi economici senza intermediazione; sui Gruppi ho visto mettere in vendita qualsiasi cosa, comprese le automobili e gli appartamenti. Ogni città e paesello ha ormai la sua community  dedicata agli affari. In questo caso si può dire che Facebook abbia agevolato la diffusione di questo genere di gruppi mettendo a disposizione diverse funzionalità, come il prezzo in evidenza e la possibilità di interagire col venditore tramite Messenger.
  3. Aggregazione intorno a un’esigenza (dieta, salute, etc…) o una passione (serie televisive, letteratura, cucina, musica…). Menzione d’onore ai gruppi per le mamme. Ne esistono di ogni tipo e per ogni gusto,  anche specifici su una singola tematica, come questo gruppo che si occupa di cucina per i più piccoli
  4. Appartenenza (ideologica, politica, associativa). Proprio alcuni gruppi ben organizzati possono diventare un vivaio di consenso politico, talvolta anche attraverso la diffusione di notizie false (fake news) abilmente manipolate e condivise.
  5. Divertimento puro e semplice. 
Photo by Tom Holmes on Unsplash

Che ruolo hanno i Gruppi su Facebook?

Ormai dividere la nostra vita fra online e offline è artificioso: siamo quasi sempre connessi, quello che vediamo e facciamo in Rete plasma anche la nostra realtà quotidiana.

Tutto è permeabile e così, mentre beviamo un cappuccino con un amico, ci capiterà di sbirciare le notifiche e magari interagire velocemente con qualcun altro. Questo nostro dividerci su più fronti però non è privo di conseguenze: ci pare, per esempio, di avere meno tempo di prima. Il che non è del tutto vero, il tempo è lo stesso, ma è cambiato il modo in cui lo usiamo. Facciamo meno “immersioni” per approfondire un argomento e non riusciamo a raccapezzarci nel flusso di notizie che ci circondano, proprio perché la sovrabbondanza informativa e la velocità di erogazione degli aggiornamenti ci impedisce di trovare un nostro orientamento.

Dentro a queste dinamiche si collocano anche i nostri Gruppi Facebook: i più grandi e i più attivi hanno ormai un vero e proprio comitato di redazione, che si occupa di moderare, sollecitare, mettere ordine nelle discussioni. Tanto lavoro gratis, va detto. E così non stupisce che Facebook stia pensando di attivare gruppi a pagamento.

Gli utenti, dal canto loro, sembrano non poter fare più a meno di queste piazze, dove discutere di politica, di passioni, ma anche di semplici necessità o di cronaca locale. 

Chiunque si occupi di società in tutte le sue sfaccettature, oggi, non può che osservare con interesse questo fenomeno: e infatti c’è chi usa gruppi già esistenti o chi ne crea di nuovi, alla ricerca di un proprio “pubblico”. Si diceva un tempo che l’importante non è vincere, ma partecipare. Per chi invece vuole veicolare un messaggio (commerciale, politico, sociale che sia) invece l’importante è soprattutto essere ben visibili dove le persone parlano e si incontrano, sia questo un luogo reale o virtuale. L’estate sta finendo, le piazze e le strade si svuoteranno, ma i Gruppi no: e sarà lì che chi è in cerca di interlocutori andrà a caccia.

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